(PI) – La strada verso la rivoluzione dei nomi di dominio di primo livello (TLD) voluta da ICANN si fa sempre più ripida e irta di ostacoli. Uno dei massimi organi di governo dell’infrastruttura di rete si è preso del tempo per rodare la sua proposta iniziale e fissare i dettagli.
Molti i motivi del contendere, a cominciare dai costi esorbitanti necessari per registrare un proprio TLD “nex-gen” e sostenere le relative spese accessorie, che secondo le stime del New York Times vanno dai 185mila della semplice richiesta presso ICANN ad una cifra che oscillerebbe tra i 500mila dollari e il milione di dollari complessivi per avere la possibilità di “esistere” online con un suffisso personalizzato.
Simili livelli di costi, specula il NY Times, serviranno a lasciare fuori dalla porta non solo gli individui e i cyber-squatter di professione (per cui è stata prevista la tassa di entrata di 180mila e passa dollari in funzione intimidatoria) ma anche le imprese di medie dimensioni che non possono certo permettersi di spendere un milione di euro per un sito web.
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